20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato


La Giornata mondiale del rifugiato si celebra dal 2001 il 20 giugno, giorno dell’approvazione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1951, della Convenzione relativa allo status dei rifugiati. Insieme al Protocollo del 1967 sul diritto dei rifugiati, è la pietra miliare che tutela i diritti e sancisce le norme sul trattamento e le garanzie contro l’espulsione dei rifugiati. Riferisce il rapporto dell’UNHCR pubblicato a Ginevra, nel 2020 il numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni dei diritti umani è salito a quasi 82,4 milioni. Si tratta di un aumento del quattro per cento rispetto alla cifra record di 79,5 milioni di persone in fuga toccata alla fine del 2019. Le ragazze ed i ragazzi sotto i 18 anni rappresentano il 42% di tutte le persone costrette alla fuga, mentre tra il 2018 e il 2020 quasi un milione di bambini è nato come rifugiato, una condizione che sempre più spesso è destinata a durare negli anni.

I dati non sono numeri ma Persone, storie, famiglie, disagi e a volte drammi. Persone Come Noi ha operato in Afghanistan, in Somalia ed opera attualmente in particolare in Burkina Faso, in cui i conflitti e i cambiamenti climatici costringono centinaia di migliaia di persone a spostarsi lasciando tutto quello che hanno, in cerca di zone più sicure per i loro figli e di un futuro con qualche prospettiva. Le discriminazioni e i paradossi contemporanei di ogni giorno meritano la nostra riflessione e considerazione auspicando che arrivi presto il giorno in cui queste cose riguardino solo più il passato.





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